Saturday, December 19, 2009

Gli ultimi [Marino e Sheila]

Mi sta scappando il tempo per molte cose, blog compreso. Troppe cose. E arrivano pure le feste. Minuscolo e senza sante.

Pero’ almeno un pensiero l’ho fermato in questi giorni. Gli ultimi. Ci sono e si muovono intorno a noi anche se facciamo finta di non vederli. Non ci interessano per un cazzo che siamo su un treno che va veloce verso una unica destinazione, sognata, sentita, imposta, obbligatoria. E ognuno deve rimanere al suo posto piu’ o meno tranquillo grazie all’acool, al fumo (sempre meno), alle droghe (sempre di piu’) e magari anche grazie agli psicofarmaci e alle endorfine da corsa o da palestra. Il posto e’ stretto quindi niente pancia mi raccomando, la business e’ la piu’ avanti che figata, la’ ti puoi stendere e mangiare anche il filetto ma senza pane che ingrassa. Bisogna guadagnare di piu’, bisogna lavorare di piu’, bisogna correre per arrivare ai posti comodi. Si possono usare le miglia e poi a volte c’e’ l’upgrade. Che brividi. Sembriano diversi ma siamo tutti uguali, il paradosso dell’individualismo spinto. Non siamo piu’ autentici, siamo criceti che corriamo sulla ruota come imbecilli, mettiamo nell’agenda di outlook quando vogliamo vedere gli amici. Fra un po’ anche quando vogliamo trombare. Oh oggi e’ Venerdi’ 18 alle 21.30: trombata. E parliamo delle stesse cose, del lavoro, dei soldi, dei viaggi, delle promozioni, dei bonus, delle vacanze. Guardiamo i cellulari, gli i-phone, i BB, i laptop in continuazione per far sapere I cazzi nostri e commentare quelli degli altri. E gli ultimi ci passano a fianco e nemmeno li vediamo. Io ho cominciato a guardarli. Hanno degli occhi veri ed hanno una dignita’ che noi abbiamo perso. Non sfuggono loro e sono onesti. Sono li’ che lottano sempre, giorno dopo giorno. Marino e’ qui davanti con il suo piccolo truck per gli hot-dog e le bibite. Con il nome italiano orgogliosamente stampato sul suo carretto, Marino e' alto un metro e conquanta scarsi. sta sempre qui per 10 mesi l’anno che lui a Dicembre e Gennaio non si sa che cosa faccia. Glielo devo chiedere a Marzo se torna. 10 mesi l’anno in strada a vendere hot-dog a 1.5$. E’ amico di tutti nel mio building e lo usa con discrezione se si deve scaldare nell’atrio d’inverno o se deve usare il bagno (mentre il doorman gli da’ un’occhiata al carretto). Alle diverse stagioni corrispondono optional diversi del carretto. D’estate e’ uno sgabello pieghevole, tipo di quelli che usano I pescatori, che tira fuori e ogni tanto Marino si siede. D’inverno fa troppo freddo per sedersi per strada e allora sbuca un’asse di legno con dei supporti sempre in legno: ci sale sopra ma non per sembrare piu’ alto ma per non farsi gelare i piedi sul cemento ghiacciato. Sorride a tutti, alla sera chiude il truck e va chissa’ dove. Una sera l’ho seguito per qualche isolato mentre spingeva il suo carretto, volevo capire se lo lascia in un deposito da qualche parte oppure se lo carica su un camion. Questo carretto non e’ mica una cosa piccola ma lui lo spinge con leggerezza e agilita’ tra i marcapiedi, sorridendo e chiedendo scusa ai pochi pedoni quando deve fare una manovra che intralcia il traffico. E’ una specie di ballo del carretto. Quest’anno ha cambiato le ruote, adesso sono cerchiate bianche. Me lo vedo che nel weekend se le cambia da solo; un lavoraccio pero’ adesso quando va via di sera va via un po’ piu’ veloce. Tempo guadagnato. E un po’ di fatica di meno che si spinge meglio con le ruote nuove. Un po’ come quando gli e’ venuta l’idea dell’asse di legno, poi perfezionata con i supporti: non avere I piedi gelati e’ una bella soddisfazione. Sheila (l’avro’ scritto giusto, le deve chiedere lo spelling la prossima volta) invece pulisce lo studio, e’ nera ed e’ una nonna sui 70. Ha gli occhi che sorridono anche se ha un problema all’anca destra e forse deve smettere di lavorare. Con discrezione si informa sempre di tutti in studio per essere sicura che tutti stiano bene. Dopo un po’ che ha preso confidenza ti dice sottovoce che stai lavorando troppo, che devi andare a casa. Lei inzia a lavorare alle 8 di sera e se ti trova ancora in studio te lo sussurra come farebbe appunto una nonna. Prima di entrare nel building si siede sul gradino sul lato del building e chiacchiera con le altre donne delle pulizie. A volte fumano, con discrezione. Ma molto spesso ridono e ridono benissimo. Poi si cambia e la sua divisa e’ sempre pulita e profuma di bucato. L’ultima volta mi ha chiesto come sta il mio amico che lavorava qui 3 anni fa e se lo vedevo di dirgli che lei lo salutava. Mettono un giorno dietro l’altro agli ultimi anche se e’ dura, ma hanno quel qualcosa che noi abbiamo perduto. Ecco io chiudo un anno cosi’ cosi’ pensando a quella cosa che abbiamo perduto e a come recuperarla, e’ questo il solo vero auspicio che posso augurarmi per il 2010. E mi piacerebbe che tutti prestassero un po’ di attenzione agli ultimi. Sono dappertutto, basta guardarsi intorno. Sarebbe bello conoscere un po’ delle loro storie e condividerle. Parlare di loro e alzare lo sguardo invece tenerlo fisso sui nostril ombelichi chiacchierando inutilmente del numero delle amanti di Tiger Wood o di qualcosa di figo, di cool da comprare.



Friday, November 27, 2009

Saturday, November 7, 2009

relaxxxxing

l'avevamo perso di vista per un po' ma F. l'ha ritrovato [*], grandissimo il momento "ipocondriaco" notturno.
Finalmente una lista di ristoranti niuorchesi che ha un qualche senso e raccoglie molte delle mie passioni [ma non Motorino], ovviamente su eater.com [*].
un altro studente e' riuscito a suicidarsi buttandosi dalle balconate dell'atrio della biblioteca di P. Johnson alla NYU su Washington Park, nonostante tutte le barriere in plexi, i regolamenti, etc ... fra un po' si vieteranno i balconi perche' la gente si puo' buttare giu', ovviamente sena chiedersi come mai si butta giu' [*].
sabato relax inziato con colazione "italiana" a Sant Ambreous nel West Village con ottimo cestino-colazione, caffelatte e lettura a scrocco di gazza e corriere; poi spesa al Farm Market (zucca, scalogno di tropea -incorcio?- parsnip, patate fingerline, un piedino di maiale -ops-) e poi short ribs e ravioli da citarella.
oggi si e' fatto un brodo di terza bevendo cloudy bay e domani ravioli, costine e verdure al forno, bevendo un ribera del duero notevole. un discreto intervallo tra due settimane d'inferno.

Tuesday, November 3, 2009

Ragazzi terribili

Sembra che sia ormai completato il primo edificio a NYC del grande Rafael Moneo, dentro il Campus della Colombia e a cavallo della palestra di McKim, Mead & White.
Da notare come l'articolista si sia sopreso dell'umilta' del maestro spagnolo, ormai evidentemente abituato e assuefatto alle sboronate degli star architects [*].


Sunday, November 1, 2009

Quick Update

non riesco a stare dietro a tutte le cose che proviamo a fare. riformulo: non ho piu' tempo di condividerle qui con le cadenze temporali di una volta e molte si perdono per strada.
nelle ultime due settimane ho lavorato come un matto, cucinato per dieci persone VIP con buon successo; siamo andati a Princeton a vedere un po' di cose interessanti, sono andato a Milano per il cantiere e son tornato qui solo venerdi' pomeriggio. ho quindi fatto delle gran dormite per recuperare, ho fatto un paio di giri nel Village per ri-sintonizzarmi di nuovo sulla Mela ... tra halloween e la maratona ho visto migliaia di italiani ma soprattutto migliaia di francesi che saccheggiavano i negozi con un inglese orrido e con la solita spocchia e supponenza, accresciuta dall'euro a 1.5 sul dollaro. non riuscendo a comprarmi la giacca di pelle in quanto circondato dalle truppe francesi, mi sono rifugiato in macelleria a comprare vitello, maiale e manzo tritati [e gianciale] che stanno ora cuocendo sul fuoco per diventare un ottimo ragu' alla bolognese per le pappardelle [si ha molto tempo quando si ha il jet lag e in contemporanea si passa all'orario invernale]. in forno ci sono un po' di costine di maiale e manzo, con patate. due bottiglie di ottimo vino rosso sono gia' aperte ... leggo il FT Weekend ascoltando la radio aspettando i pranzo. Dopo pranzo conto di dedicarmi ad un altra pennica per finire di "lavare" lo stress. Domani e' tempo di decisioni lavorative e non.

ps per architetti feticisti: chi indovina l'edificio nella foto e' un vero "malato"

Monday, October 12, 2009

Weekends in giro [post-it style]

lo scorso weekend alla fiera del libro d'arte al P.S.1 per poi atraversare tutta Long Island City a piedi per arrivare al sempre fighissimo Noguchi Musem [e Socrates Park che ho scoperto solo in questi giorni essere stato creato da mark di suvero], sognando di trovare ancora una fabbrica disposta a diventare la nostra dimora ... mmh sogno impossibile, I know. E a chiudere il solito patio del ristorante greco ad Astoria.
Questo weekend di ritorno in Connecticut da amici: un bellissimo museo, grandi penniche, grandi vini ed io a cucinare come un pazzo dal carre' di costine di maiale alla zuppa di pesce.
Pomeriggio "cuscinetto" al Village con early dinner da Ippudo [*].
Altra certezza.
Come la voglia di un tavolo di legno massiccio gigante e una libreria con tutti i nostri libri.
Le scoperte del weekend sono state nell'ordine: Edward Tufte [*], gli arredi disegnati da Donald Judd [*] e il liquore St Germain per cocktail a base di champagne [o Prosecco] [*].
Vado a letto distrutto alle 9.30, pronto a inziare una settimana di battaglie in terra turca [e non solo].

Friday, October 9, 2009

Post-it/1

qui si lavora decisamente troppo e non faccio piu' in tempo a cazzeggiare per bene, nemmeno on-line. Work work work. Fuck fuck fuck.
Una delle cose geniali lette di recente al volo che incollo qui, piu' che altro per me (che condivido in pieno):

What About living in New York annoys you these days?
People not being happy with my phone because is not as cool as their phone, or they have some feature that I don't have and they're always showing me, "Oh, my phone can do this" and "my phone can do that"

Genio. Jerry Seinfeld al NY Magazine [*], [letto via Guia Soncini]