Saturday, March 14, 2009

Man on wire [reloaded]

Dopo aver provato a vederlo svariate volte al BAM (e al Sunshine) quando L.&N. erano ancora qui, dopo averlo visto con netflix, stasera abbiamo rivisto "Man on wire" con un gruppo di amici architetti che organizza simposi in un loft nel Financial district [che non so se avete presente que quartiere il sabato sera .... ed aggiungeteci che c'era pure il St. Patrick's day, ascelle e birre per tutti]. C'era anche il direttore della fotografia del film-documentario, Igor Martinovic, che alla fine si e' fermato a raccontare un po' del film rispondendo a tutte le domande.
Tipo molto simpatico e con piedi per terra (e moglie architetto), gia' incontrato in altre occasioni.
Beh il documentario e' bello e poetico come hanno scritto tutti e soprattutto con un gran ritmo.
La constatazione che mi e' rimasta in gola e' che un progetto mediocre come il World Trade Center di NYC ha raggiunto uno status mitico grazie a due ossessioni altrui: quelle di Philippe Petit e quella di al-Qaida.
Cosi' per dire, ovviamente con leggerezza.

La casetta di Venturi [continua]


Dal sito del New York Times lo slide show [*].
Aspettiamo ansiosi il reportage di Repubblca sulle casone di Gregotti trasportate lungo il Naviglio, condito dalle solite analisi su presunta superiorita' intellettuale dell'architetto progressista italiano e sulla difesa del luogo come contesto storico-geografico da interpretare contro la volgare minaccia globalista.

Friday, March 13, 2009

La casetta di Robert Venturi

Rob Bennett for The New York Times
Beh insomma una bella storia. Solo a New York [*].
Ma voi ve la vedete una casa di Gregotti salvata dalla demolizione e trasportata lungo il naviglio?
[gia' salvarla, voglio dire ... ce ne vuole]

Saturday, March 7, 2009

avantindre'

avanti e indietro. due giorni a Milano che sembrava blade runner.
10-12 ore al giorno in cantiere. in mezzo una cena coi miei e con il fratellone sulle sue [il bourbon aiutera'], una da nicola e un g&t al baretto del baglioni con G&G [altro che gli altri due]. mi sa che diventera' una tradizione anche perche' si puo' fumare al baretto.
intanto e' anche arrivata Emma.
mi piacerebbe trasportare qui un po' di persone, oppure trasportare la' questa citta'.
che quando torni e' sempre uno spettacolo; senti sempre l'entusiasmo di far parte di questo enorme grumo di energia urbana. e ti incammini verso i tuoi posti per ri-sintonizzarti. noi si va all'Izakaya, kirin e yakitori e seppie, poi si cammina giu' sulla Bowery.
i weekend stan tornando ad essere un po' folli, sara' la recessione.
tornano anche i martini. insomma sembra quasi un nuovo inizio.
d'altronde e' un anno dispari e un'idea io ce l'avrei anche.





Saturday, February 21, 2009

Weekend - get started



Allora dopo una settimana di cene strampalate [tra i quali segnalo quella con vicini di casa artisti, con i quali ci si vedeva dalle finestre di fronte, simenonianamente (?) ... con storie assai lontane dalle realta' piccolo-medio-alto borghese sulle quali ci stiamo tutti appiattendo, salvo poi scoprire che il giocattolo e' rotto. Tipo vivere a NYC dipingendo con due pensioni in Italia dalle Poste e per infermita' mentale], drinks di lavoro [alla Boffi], il compleanno di J. con I. dj nel coolissimo Tokyo Bar, cena brasiliana caipirinha-carnazza con J. e K. per festeggiare la sua mega promozione ... arriva il solito Sabato mattina per ri-sintonizzarsi col mondo. Caffe' a local, focaccia, prosciutto [oggi da Pino's si e' parlato finalmente italiano], FT weekend.
Ecco leggendo a colazione la storia di tal Isabella de Sabata mi son girate le balle [anche leggendo the Fast lane, ma questo merita un post assai piu' lungo e meditato]. Cioe' questa nipote del leggendario direttore d'orchestra, compositore e direttore artistico della Scala dice che se ne e' andata dall'Italia perche' per fare quello che le piaceva si sarebbe dovuta iscrivere al partito comunista o a quello socialista. Altimenti non lavorava.
Cosa le piaceva fare? Lavorare in una casa discografica.
Ma va.
E allora e' andata spedita alla Deutsche Grammophon.
Tutta da sola eh. Incredibile. A volte, dico, le coincidenze.