Monday, April 9, 2007

Sol LeWitt


Se ne e' andato con la consueta riservatezza.
Una vita interessante tra New York e Spoleto, passando anche per lo studio dove presto le mie fatiche.

Sunday, April 8, 2007

Assenze


Seconda pasqua nella mela. Da solo o quasi. La topa e’ una storia a se’ e tutti lo sapete d’altronde, da tempo. Cosi come gli affetti di “famiglia”, compresi i due rospetti bellissimi.

Ma anche quella meraviglisa galassia di affetti che mi ha ruotato attorno per anni mi manca assai, inutile nasconderlo.

Due magnifiche persone come G. e V. li conosco ormai da 18 anni circa. Mica bazzecole. Abbiamo attraversato assieme i tumulti delle adolescenze, quelli della quasi maturita’ e poi anche tante zone grigie comprese quella attuale.

Brutti stronzi continuo a fare i conti con voi. Con quello che potreste pensare ad ogni sospiro che faccio, ad ogni mossa. Continuo a confrontarmi con voi, anche qui. Non mi sono liberato di voi minimamente.

Mi porto dentro ad ogni passo tutte le discussioni fatte con voi, tutti i dubbi e le poche cetezze, ma importanti.

Quando parto in quarta, mi guardo attorno e vedendo gli sguardi attoniti attorno a me (un po’ i contenuti, un po’ l’inglese) tento di spiegare il significato di “guarda che caccola!”, They don’t get it. Rimane una cosa nostra.

“E’ stata solo una concessione storica”, d’altronde.

Ripenso quindi ai giri sugli appennini, all’Elba e mi tornano in mente tutti. E. (che poi ha sposato, sposato, I.), C.A., M. (appena tornato), P. (o G. che e’ pure diventato un donnaiolo a quanto pare). La mia ex E. che ancora mi invita a Miserotti. V., che sono l’unico insieme a G. con il quale non e’ uscita tra i miei amici e che e’ ed sempre stata preziosa amica. Un’altra V., piu’ tormentata.

Negli stessi anni, in via Calzolai, facevamo le prove dell’Ulivo che sarebbe venuto con L., ancora leader indiscusso. A volte lontano ma sempre vicino quando conta, anche lo scorso natale. A lui devo Pazienza e Frigidaire e la voglia di crederci, ed anche la fiducia nella politica. Oltre ai fumetti e Gloria.

Poi si cresce, poco ma si cresce e nel gioco degli incastri salta fuori G., ai tempi dell’universita’, musica e altro. Caffe, sambuche e paglie (e A.). E con G. un altro G. con molto cinema e tante discussioni e la voglia di andare, di mettersi alla prova e il lavoro.

Un’amicizia accellerata e infinite parentesi e molti viaggi. Bro.

Lentamente con loro D. (ma sarebbe meglio dire B.) e la condivisione delle passioni e delle follie, ma anche S., ritrovato matto e migliorato dopo un’adolescenza assai diversa dalla mia, e poi M., gobbo fratello, magnifico ultimo a 5 e fiuto impareggiabile al Fanta. Basta una parola, asta.

Con G. c’e’ anche quell pazzo di L. che pero’ ormai e’ qui e ne discuteremo di persona.

In parallelo scopro M. ai tempi dell’universita’, un fratello maggiore e minore a seconda delle avversita’, mie e tue. E una bella tesi assieme, che non e’ male come cosa da condividere.

E tante alter cose. Molte davvero.

Comprese le crisi di panico da studio. Statica, Scienza e Compo III, per intenderci.

Adesso formi una triangolazione perfetta con G. e V.,ed io torno sempre da voi.

E con te R., alti e bassi, talentuoso sprecato nella piccolo citta’ bastardo posto.

E poi sempre ai tempi dell’universita’ T., A., G., S., P. (e quell pazzo di A.), compagni di studio e di scoperta, cool senza volerlo. Senza pretese. E un magnifico viaggio in 5 in giro per l’Europa a raccogliere feticci e a prenderci e a prenderli in giro. F0, ma se avessimo voluto … E ancora la voglia di schienarsi a Campari al Bolero, quando capita.

Un gran viaggio e’ poi stato quello in vespa con M. (ritrovato per caso a Madrid e da allora su Skype aspettando l’incontro a Bacellona) e V. (sempre presente).

Gli amici di Milano schiacciati dall’oliva meneghina … L. F. F. F. A. A., avrei voluto avere piu’ tempo ma si sa milano e’ milano. Pretenziosa ed esigente senza motivo alcuno.

Insomma voi tutti siete li’ piu’ o meno ed io sono qua, ancora per un po’.

Ma vi porto in giro, chi piu’ chi meno ma so che i piu’ lo sentono bene.
Da sempre.
Io ci do dentro e continuo ad usarvi per crescere.
Brutti stronzi mi mancate.

E tu non fare quegli occhi li’ che poi mi commuovo.

Paglia, pasqua.

Saturday, April 7, 2007

Diario?

"La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, perche' e' questo che e' cambiato. Occorre determinare esattamente l'estensione e la natura di questo cambiamento.
Per esempio ecco un astuccio di cartone che contiene la mia bottiglia d'inchiostro. Bisognerebbe provare a dire come la vedevo
prima e come adesso la ... .
Ebbene! E' un parallelepipedo rettangolo che si distacca su - e' idiota. Non c'e' nulla da dirne. Ecco quello che si deve evitare, non bisogna mettere dello strano dove non c'e' nulla. Credo sia questo il pericolo, quando si tiene un diario: si esagera tutto, si sta in agguato, si forza continuamente la verita'."

Jean Paul Sartre, La Nausea, Einaudi

Friday, April 6, 2007

Park Slope [night]

Vento e gelo e subway R to Park Slope, Brooklyn. Birthday's party di un amico di S., B. Giovedi' sera.
Alla birreria locale con davanti un tipo che di lavoro vende apparecchi anti-stress e di hobby si fa tatuare le braccia da un giapponese.
Birrette e frammenti di dialogo. Ci raggiunge R. per esplorare i dintorni gastronomici, abbastanza ricchi.
Rimabalzati in due posti per cucina gia' chiusa o in procinto di chiudere (h.22.30) ... ah Brooklyn.
Ha patina e fascino ma gli manca sempre qualcosa.
Comunque felici di essere passati davanti al Blue Ribbon Sushi di Park Slope (ma non e' serata da sushi) scopriamo, grazie alla cameriera di uno dei due posti rimbalzanti, che next door al Sushi Restaurant c'e' pure la Brasserie.
La nostra Brasserie preferita, giusto fuori posto, a Brooklyn, appunto.
Che chiude ovviamente alle 02.00 (a Manhattan alle 04.00, comunque).
Ci fiondiamo dentro contenti.
Coolissimo. Appena troppo grande per fare i difficili ma cena impeccabile aperta dalla mezza dozzina di ostriche della East Coast.
Cab e back to the city, happy.

Wednesday, April 4, 2007

[Parentesi]

Il mio vicino, il dirimpettaio dall'altra parte del cortile, alle 11.32 della sera ha alzato a palla lo stereo. Beethoven. Cazzo che bello e' Beethoven? A quest'ora, inaspettato. Spero che non abbassi il volume e abbia il coraggio di andare fino in fondo.

Small things, but important ones

Oggi in studio Birthday party a sorpresa per la receptionist piu' cool della storia. novanataquattro (avete letto bene) anni. Quando e' arrivata nella cosiddetta "War room" (la sala delle riunioni tecniche, solitamente un magnifico bordello con tavole appese ovunque -che osservo sempre sbalordito per i dettagli costruttivi che tuttora non conosco al 95%- e campioni di materiali sparsi. Sembra appunto un campo di battaglia) ha detto: ho sospettato qualcosa ma poi ho pensato che il via vai fosse per I.M. (90, il 25 Aprile) che li compie in questi giorni ... e poi non mi avete mai fatto la festa in 50 anni!. Si stappano le bottiglie e lei: e la musica?
Seguono i soilti brillanti discorsi dei partner e lei: mi tengono perche' cosi' si sentono giovani ... Harry? un bambino! (81).
Chapeau anche per tutti i dolcetti che ogni venerdi' mette a disposizione di tutti sul banco della reception, ideali per curare gli hangover delle nuove leve. E tutte le volte che vai al desk un commento: you should try this one. That is good. e cosi' via.

Al supermercato del Village big change: hanno cambiato i cestini per la spesa (i carrelli no). Sono molto meglio e si dividono in due categorie: uno tipo trolley e uno profondissimo a mano (ho optato per quest'ultimo. quello con le ruote non ho ancora capito se e' cool o se e' per nerds). Grande dibattito tra i locals sulla questione con sorrisi ed entusiasmi che mi sono sembrati un po' eccessivi. Io sono uscito felice comunque con la scorta di Chocolate Chunks e l'opzione cash back (ci vuole tanto? uno paga con il bancomat e gli chiedono se vuole anche un po' di cash indietro. 40$ thanks). Solo un po' inquietato da un tipo albino con la barba (un inedito per me) che staziona ai tavolini dopo le casse. Non ha ancora finito di scrivere, Scrive su tutti i supporti possibili dagli scontrini alle paper bag. Avra' un blog?

Monday, April 2, 2007

Fischi come madeleine

da queste parti e soprattutto a downtown molti chiamano il taxi (cab, per i locali; che poi pero' se lo chiamano a squarciagola per strada torna ad essere "taxi") con un fischio perentorio.
Per quindici mesi circa ad ogni fischio qualcosa ha reagito dentro di me: una scossa di piacere, un po' di batticuore e una sensazione di liberta'.
Oggi per la prima volta, all'ennesimo fischio, ho messo a fuoco la sensazione.
Ho dovuti fare rew <<< un paio di volte per capire.
Per una parte di me quel suono e' ancora il fischio con il quale mio papa' richiamava all'ovile il sottoscritto e il fratellone mentre eravamo a scoprire un nuovo universo, fatto di campi e di boschi.
E le parole che non raccontavano mai tutte le emozioni della scoperta, quella felicita' e liberta' mai piu' provate.
E adesso quei fischi qui a nyc son come madeleine.
Quelle emozioni rimangono, non vanno a male.

[questa e' una versione ridotta del post originale. il post originale era gia' stato scritto gia' due volte per lo stesso motivo. tento di editarlo dopo la pubblicazione e blogspot impazzisce e si mangia mezzo post cosi', senza colpo ferire. Tutto quello che segue rew <<<, sceglie pure bene. C'era un errore nel finale. Le cose che non vanno a male. Per correggere cio' ho ridistrutto il post ...]